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Comunicazione dei beni in godimento ai soci

Con il Provvedimento in esame l’Agenzia delle Entrate ha disposto la proroga della comunicazione telematica dei beni concessi in godimento da parte delle imprese al titolare, ai soci o ai loro familiari, nonché dei finanziamenti o capitalizzazioni effettuate, dal 15 ottobre 2012 al 2 aprile 2013 (in quanto il 31.3.2013 cade in giorno festivo).

A quella data, dunque, scadrà sia la comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci nel periodo d’imposta in corso al 17 settembre 2011, sia la medesima comunicazione relativa però al periodo d’imposta successivo, e cioè il 2012.

Si ricorda, in proposito, che solo dal periodo d’imposta 2012 entrano in vigore le disposizioni in tema di indeducibilità dei costi per le imprese concedenti e l’attribuzione di un reddito diverso in capo ai soggetti utilizzatori. Infatti, l’adempimento riferito al periodo d’imposta in corso al 17 settembre 2011 assolve alla funzione di “mera comunicazione” senza che tuttavia si producano le conseguenze reddituali poste in capo all’impresa concedente ed ai soggetti utilizzatori.   In attesa dell’adempimento in esame, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la C.M. n. 36/E per fornire ulteriori, ma non esaustivi, chiarimenti rispetto a quanto già conosciuto, in particolare:

a) viene precisato che in assenza dell’apposita certificazione recante data certa anteriore alla data di inizio dell’utilizzazione del bene, dalla quale emerge il corrispettivo annuo di godimento del bene e le altre condizioni contrattuali, il contribuente può comunque diversamente dimostrare gli elementi essenziali dell’accordo;

b) al fine di eliminare la doppia imposizione in capo all’imprenditore individuale ed al socio di società di persone o di capitali trasparenti, che consiste nel tassare:
- sia il maggior reddito attribuitogli per trasparenza dall’impresa/società corrispondente all’importo complessivo dei costi indeducibili riferiti ai beni in godimento,
- che la differenza tra il valore normale del diritto di godimento del bene e il corrispettivo pagato, quale reddito diverso.

Viene previsto che il reddito diverso da sottoporre a tassazione in capo ai predetti soggetti, (pari alla differenza tra il valore normale del diritto di godimento del bene e il corrispettivo pagato), venga diminuito del maggior reddito d’impresa derivante dall’indeducibilità dei costi relativi al bene concesso in godimento. (Si tenga presente che il maggior reddito imputato per trasparenza al socio per effetto dei costi dell’autovettura è pari ai costi indeducibili di cui all’art. 164 del TUIR, moltiplicati per la quota di partecipazione agli utili del socio);

c) viene chiarito che per le autovetture aziendali il valore normale del diritto di godimento deve essere determinato ai sensi del co. 4 dell’art. 51 del Tuir. In pratica si richiama il criterio per la determinazione del fringe benefit assegnato al dipendente nei casi di utilizzo promiscuo di autovetture, motocicli e ciclomotori aziendali: il 30% dell’importo corrispondente alla percorrenza convenzionale di15.000 km calcolato sulla base del costo chilometrico desunto dalle tabelle Aci;

d)   con riferimento a determinati beni, per i quali il legislatore fiscale ha riconosciuto l’integrale deducibilità dei relativi costi anche quando gli stessi, per loro natura, possono essere utilizzati promiscuamente quali, ad esempio, le autovetture adibite ad uso pubblico, (per le quali  l’articolo 164 del TUIR stabilisce la deducibilità dell’intero ammontare dei componenti negativi), ed in alcuni casi, come quello dei tassisti, che possono dedurre integralmente i costi relativi alle autovetture nonostante l’utilizzo privatistico ad essi riconosciuto, le disposizioni in esame non possono trovare applicazione.